La spugna di Menger
La spugna di Menger parte da un cubo, lo divide in 27 cubi più piccoli e rimuove il cubo centrale oltre al centro di ogni faccia. La regola si ripete poi sui cubi 20 rimasti.

Venti copie in scala 1:3
Dopo n passi, rimangono 20ⁿ cubi di lato 3⁻ⁿ. La dimensione di similarità è log 20 / log 3, tra una superficie e un solido.
Dividere il cubo in 27 sottocubi e conservare 20, rimuovendo il centro e i sei cubi centrati sulle facce. Ripetendo l’operazione all’interno di ciascuno dei cubi rimanenti si ottengono 20ⁿ cubi di lunghezza degli spigoli pari a 3⁻ⁿ. La dimensione di similarità è quindi log 20/log 3, approssimativamente 2.727. Geometricamente, la spugna si colloca tra una superficie e un volume, anche se ogni stadio finito è costituito da normali cubi tridimensionali.
Il volume scompare
Ogni fase conserva 20/27 del volume precedente, quindi il volume limite è zero. Allo stesso tempo, ad ogni passo compaiono nuovi passaggi e superfici, e la semplice intuizione relativa all’area superficiale non si comporta più come quella di un solido convenzionale.
Il volume viene moltiplicato per 20/27 in ogni fase e tende a zero. L’area superficiale cresce perché ogni rimozione espone nuove facce interne. Un modello fisico si ferma allo spessore del materiale e alla risoluzione di produzione; il limite matematico continua. Una spugna di Menger stampata non è quindi la spugna limite in sé, ma una fase finita scelta con cura con montanti abbastanza spessi da resistere.
Una curva universale dalla vita scultorea
La spugna di Menger ideale presenta profonde proprietà topologiche, mentre i modelli stampati sono approssimazioni finite. L’architettura e il design ne riprendono la porosità visiva, ma l’utilità strutturale deve essere valutata dal punto di vista ingegneristico piuttosto che dedotta dal limite matematico.
La spugna di Menger è topologicamente ricca: contiene copie di ampie classi di curve unidimensionali ed è considerata una curva universale. Si tratta di un’affermazione di incorporazione, non di un’asserzione secondo cui ogni curva appaia come una linea evidente sulla sua superficie. La scultura aiuta a rivelare i fori interconnessi, mentre l’universalità richiede una visione più astratta della connessione e della dimensione.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo riassume le seguenti fonti specialistiche utilizzando la formulazione originale. Consultato e revisionato dal punto di vista editoriale 12 agosto 2026.
- Menger SpongeWolfram MathWorld
- Fractal Geometry: Mathematical Foundations and ApplicationsWiley


